L’origine dell’incitamento corale
Dalle Cronache di fra Bonaventura da Tornaricio redatte nel XIII secolo mentre si trovava nel convento di San Francesco sul monte di Grele.
Documento rinvenuto anni fa di cui sono disponibili solo pochissime foto realizzate prima che venisse trafugato.

Il poeta quattrocentesco Guidalberto del Casale si ispirò all’episodio narrato da fra Bonaventura nel comporre due sonetti rimasti inediti.
Lo grido de la nobile vertute
1. - Landolfo e lo assedio
Quando il bel borgo fu stretto d’assedio,
da chi di preda avea fatto mestiero,
Landolfo mosse a porgergli rimedio,
per discacciar l’empio e l’animo altiero.
Con nuda spada e cor pien di salute,
scalò le mura in mezzo al gran periglio,
mostrando a la sua gente la vertute
con fermo sguardo e nobile consiglio.
Al saracin che lusingava il core,
«Warjan! Waj!» gridò con gran possanza,
sfidando il falso ed empio traditore.
«Zinka! Zinka!» risposer ad oltranza,
ché ne la punta splende lo valore
e ne lo motto fu alta fidanza.
2. - Il trionfo de Landolfo
Fugge il nemico e volge omai le spalle,
ch’ebbe del brando il colpo aspro e severo,
e per la piana e la profonda valle
si disperde l’orgoglio del guerriero.
Tornan le schiere per le rotte calle,
seguendo il segno d’un destino vero,
mentre il sol splende e l'ombra si fa estalle
sopra il vessillo del coraggio intero.
Or splende il borgo in festa e ne l’onore,
poiché in Landolfo vinse la speranza,
fugando l’ombra d’ogni cupo errore.
In ogni petto è sua rinomanza
che sale al cielo in inni al vincitore
e fè del motto suo alta costanza.
Ultimo aggiornamento ( 10 Aprile 2026)



